Storia di un omicidio organizzato dalle istituzioni con il supporto del gregge: diario di un potenziale morto infettato dal coronavirus

Dai diari segreti di Mauro Carpa da depositare dopo dipartita terrena ai propri carnefici FS e anche alla FSI: sabato 14 marzo, giorno primo

Il soggetto infuriato con tutto e tutti, che sarei io, passa il suo tempo a gingillarsi con l’articolo pubblicato in https://umbriawaypotenzia.wordpress.com/2020/03/14/ferrovie-dello-stato-ed-emergenza-pubblica-ovvero-quando-i-decreti-si-fanno-ma-non-vengono-rispettati-con-gravi-conseguenze-per-la-salute-dei-cittadini/ così tanto per denunciare pubblicamente l’accaduto su situazioni che poi fondamentalmente non fregano un cazzo a nessuno. Almeno che si sappia ufficialmente per la storia condominiale che io non volevo morire, sono stati quelli del complotto finanziario mondiale in cooperazione con lo Stato a volere la mia dipartita (magari anche i terrapiattisti hanno avuto un ruolo?). Magari lo fanno per dare più aria al pianeta liberando dei posti che poi in futuro serviranno per rilanciare le attività economiche (meno gente che lavora, meno gente da mantenere nella globalizzazione con la cassa integrazione per esempio, anche se non è il mio caso e più gente da assumere dopo, risolvendo in maniera geniale il problema della disoccupazione). E poi meno produzione meno surriscaldamento globale, a proposito che fine ha fatto Greta? Non si sente più parlare di quella mocciosa evangelica. Dal punto di vista sintomatologico, sono entrato in affanno ma credo che sia una sorta di ansia autodistruttiva, un qualcosa di deleterio alla ricerca di convalide del tipo “visto che se al centro di una congiura cosmica? Te lo avevo detto!”. Alimentare queste formule autodistruttive basate sulle autoprofezie indotte è pericoloso: magari non hai nulla ma con la scusa che devi sentirti male per forza ti fai venire tizio, caio e sempronio. Intanto la tua attenzione si sofferma sui polmoni per capire se al momento si aprono e respiri correttamente. I colpi di tosse secchi non mancano ma quelli ce li avevi anche prima. Dicono che la morte per strangolamento indotto dal coronavirus sui polmoni è orribile, non puoi avere neanche il conforto di qualcuno della famiglia che ti sta vicino (il che nel mio caso è un sollievo sapere che diventerò pulviscolo cosmico in totale tranquillità senza altri scassamenti di maroni) e tu te ne vai tra le peggiori angoscie sperimentabili, senza dignità e senza contenuti (sei stato citato nel corso del tuo breve passaggio terreno in questa valle di lacrime dal GM Kosten nella sua autobiografia sul gambetto lettone? Ah, ah! Che soddifazione! Ma non lo sai che questa apertura andava bene negli anni ottanta quando gli scacchi ancora avevano delle varianti segrete non ancora ufficialmente confutate ma oggi sarebbe facilmente demolita anche da un bambino di 4 anni che raccoglie un suggerimento del suo gatto?). Guarda il lato positivo, almeno puoi lasciare una fetta di eredità ai tuoi nipoti (una cifra che avevi messo da parte per scappare in qualche posto lontano dalla società globalizzata capitalistica BCE tipo la Patagonia tanto cara a Sepulveda per esempio), che magari transiteranno e si fermeranno di fronte al tuo selfie in futuro al cimitero per leggere l’epitaffio “qui giace un uomo che è morto per colpa delle ferrovie dello stato”. Una fine miserevole, forse mi conviene evitare una simile calamità e ricostruire la scena di dieci piccoli indiani in qualche bosco qua vicino, almeno trovo sollievo nella natura che qui in Umbria è pervasa da una intrinseca bellezza. Morire alle Werther non per il mal d’amore ma per omicidio colposo statale passato sotto silenzio, senza cannucce conficcate in tutto il corpo su un letto di ospedale isolato, con davanti un cielo azzurro da brividi (mentre la corda sospesa su una robusta betulla ti stringe un cappio al collo) per un futuro pieno di promesse (se credi nella reincarnazione e nei processi karmici in stile kaizen sul miglioramento continuo del cosmo). Dovrebbe essere un sollievo sapere che nella prossima vita riuscirò finalmente a raggiungere la terza norma di GMC. Bè però a pensarci bene mentre me ne sto andando con la corda impetuosa che mi dilania e gli occhi che si improno per l’ultima volta sopra un paesaggio stupendo non vorrei che all’ improvviso proprio all’ ultimo venisse un cinghiale a rompermi i coglioni trasformando tutto in esperienza straziante in stile Titanic. Forse devo riconsiderare questa idea di fine alla Werther e cercare qualcosa di più sofisticato tipo alla Jacopo Ortis facendomi esplodere di notte quando nessuno lavoro negli uffici direttamente alla stazione di Torino Porta Nuova (potrei questa volta salire in macchina utilizzando strade secondarie senza dare troppo nell’ occhio) con l’amuchina concentrata come formula di protesta, vedremo. Cristo Santo quelle merde delle FS mi hanno infettato, sento già pustole tossiche crescermi in tutto il corpo e un fuoco divoratore demoniaco prendere possesso del mio pancreas.E’ solo una suggestione infame? Calma, calma, respira, respira. Per il momento l’aria sembra fluire liberamente, ma domani? Merda mi tocca morire senza poter sperimentare un miglioramento che avevo in testa sul gambetto di re che avrebbe rivitalizzato Bronstein lassù nell’ alto nei cieli, ma presto lo vedrò direttamente, mi farò spiegare se gli brucia ancora non aver sconfitto Botvinnik nella famosa finale in cui vinse il sistema sulla creatività. Mi tocca schiattare senza aver mai avuto un gatto, che sfiga. Adesso è troppo tardi, quei bastardi di felini ti amano solo per interesse e non potrei garantire per testamento più di due anni di crocchette.

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